OMOTOSSICOLOGIA CON TECARTERAPIA  PER LE MALATTIE OSTEOARTICOLARI APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO

TECARTERAPIA INFUSIONALE LOW DOSE

Una delle malattie più invalidanti riscontrate nella popolazione
anziana è l’artrosi che, oltre ad essere una patologia
degenerativa della cartilagine, colpisce negli stadi più avanzati
anche le ossa causando disfunzionalità motorie.
L’artrosi è una malattia degenerativa, cronica e progressiva
che interessa con maggior frequenza le grandi articolazioni
(anca, ginocchio), il rachide cervicale e lombare e le mani.
Con minor frequenza interessa spalla, gomito, polso e caviglia.
– Caratterizzata principalmente dalla perdita tissutale e dall’apoptosi
dei condrociti, la degenerazione artrosica viene
classicamente collocata a destra della Divisione Biologica,
nella V Fase della Tavola delle Evoluzioni Patologiche, la Fase
di Degenerazione.
Poiché ossa ed articolazioni si differenziano a partire dal foglietto
embrionale mesodermico, l’artrosi può essere collocata
nella Tavola a livello Cavodermale-Mesodermico.
Una concezione olistica non organicistica si rivolge all’ammalato
piuttosto che alla malattia, ponendo attenzione alla
globalità delle condizioni del paziente, considerando la sua
patologia come epifenomeno dello squilibrio dell’intero organismo.
THERAPEUTICS
Partendo da questi concetti – pilastri storici dell’Omeopatia
prima e dell’Omotossicologia poi – le basi teoriche dello studio
hanno seguito la propria naturale evoluzione scientifica
attualizzata nella Medicina Fisiologica di Regolazione (PRM),
che integra, in una visione unitaria, le più moderne acquisizioni
in Omeopatia, Omotossicologia, Psico-Neuro-Endocrino-
Immunologia (PNEI) e Nutraceutica.
MATERIALI E METODI
In 4 anni (2012-2015) sono stati trattati 308 pazienti di età
compresa tra 18 e 86 anni (media 63 aa), di entrambi i generi
(ratio F:M = 2:1).
I trattamenti hanno riguardato la maggior parte delle patologie
osteo-articolari dei Distretti dell’Apparato locomotore,
comprese le piccole articolazioni.
– In alcuni casi si trattava di forme acute post-traumatiche, in
altri di contratture muscolari e stati infiammatori delle diverse
articolazioni.
Molto più frequentemente si trattava di casi di artrosi.
Abbiamo proposto l’Omeomesoterapia e la Tecarterapia anche
a quei pazienti con malattie croniche (insufficienza renale, diabete, cardiopatie ischemiche, ipertensione arteriosa),
per i quali gli effetti collaterali dei farmaci di sintesi somministrati
(FANS, cortisonici e anestetici locali) avevano provocato
complicanze del quadro clinico.
– Dopo esame clinico e controllo degli esami di laboratorio
e strumentali, per una più corretta definizione della malattia,
si è passati all’inquadramento della malattia nella Tavola delle
Omotossicosi che permette di studiare la forma clinica e di
comprendere se l’alterazione è disfunzionale o lesionale.
– Questo inquadramento indirizza la strategia terapeutica e
la scelta dei farmaci low dose.
I pazienti sono stati preventivamente informati sul trattamento
cui sarebbero stati sottoposti, nonché sull’esigenza di prestare
la massima attenzione all’evoluzione della sintomatologia,
elemento fondamentale per il buon esito sia della cura, sia
della sperimentazione clinica.
I pazienti – inoltre – sono stati rassicurati sul fatto che il trattamento
fosse indolore e privo di effetti collaterali.
Per quanto riguarda l’effetto antalgico questo può essere avvertito
già dopo la III / IV seduta.

PER SAPERNE DI PIU'

DOTTOR LUCIO DAMIANI 

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